Il 6 Marzo è la giornata europea della logopedia. Ogni anno viene affrontato un tema diverso, attinente alle varie problematiche trattate dai logopedisti. Nel 2014 il tema è stato il plurilinguismo, un argomento sempre più attuale, già trattato qui sul LogoBlog.
La FLI (Federazione Logopedisti Italiani) ha rilasciato alcune linee guida per i logopedisti e dei consigli per i genitori che vogliono crescere un bambino bilingue.
è importante ricordare ancora che il bilinguismo non causa ritardi o problemi nel linguaggio del bambino, anzi ne aumenta le funzioni cognitive (attenzione, memoria, capacità di problem solving) oltre ad essere una grande opportunità.
I genitori del piccolo futuro bilingue possono prendere degli accorgimenti per sostenere loro figlio nello sviluppo del linguaggio. Ad esempio:
- è importante mantenere le varie lingue distinte senza mischiarle, né in uno stesso discorso né in uno stesso contesto. Per cui se durante un gioco si sta parlando in una lingua è bene continuare ad usarla fino alla fine dell’attività.
- Parlate a vostro figlio nella lingua in cui vi sentite più a vostro agio e con la quale sentite di poter creare un legame affettivo maggiore.
- Può capitare che il bambino mischi le lingue, è normale. Si chiama interferenza linguistica e capita perché il bambino non è pienamente padrone dei due codici, perché in quel momento ricorda solo quella parola o perche ha l’impressione che quella lingua esprima meglio il concetto che ha in mente.
- Si può iniziare a introdurre le diverse lingue fin da subito, ricordando che il momento migliore è dalla nascita fino agli otto anni, ma ricordatevi che il bambino svilupperà la seconda lingua solo se sentirà di averne bisogno.
Scaricate qui la miniguida completa “Bilingui e contenti – crescere parlando più di una lingua”.
Ricordo nuovamente che è necessario rivolgersi a uno specialista (logopedista, pediatra, neuropsichiatra infantile) se il bambino mostra difficoltà per entrambe le lingue.





